Si può fare.
Uscire dalla crisi è possibile.

Ecco alcuni, tra i moltissimi casi di crisi da sovraindebitamento risolti ricorrendo alla Legge n. 3/2012.

TRIBUNALE DI FIRENZE 19.2.2020
Un Agente di Commercio, grazie a un Accordo di ristrutturazione, abbatte dell’80 per cento il proprio debito con Erario e creditori.
Pur avendo da alcuni anni cessato la propria attività, si vedeva tuttora schiacciato da una massa di debiti superiori a € 850.000,00.
Grazie al ricorso a un OCC ISCOS, l’imprenditore sovraindebitato ha raggiunto con i creditori un Accordo di ristrutturazione dei debiti ex Legge 3/2012, che ha consentito il ricorso a finanza esterna, mettendo a disposizione solo € 180.000.

TRIBUNALE DI RIMINI 09.07.2019
E’ meritevole di liberarsi dai debiti il consumatore che abbia contratto obbligazioni e che non sia più in grado di farvi fronte per sopraggiunte difficoltà familiari e lavorative.
Il debito complessivo del Sig. Tizio ammontava a € 109.573,91, a fronte di un reddito familiare netto di € 2.000,00. Alla luce del Piano apprestato dall’OCC e omologato dal Giudice, il Sig. Tizio dovrà versare solo € 370,00 mensili per 78 mesi,
ottenendo così uno “sconto” sul debito di oltre il 76%!

 

CORTE COSTITUZIONALE 29.11.2019
La Corte Costituzionale introduce la falcidia dell’IVA anche nelle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.
D’ora in poi sarà possibile abbattere anche il carico IVA che sino ad oggi doveva essere rimborsato dal debitore per intero. Sarà così possibile ridurre considerevolmente la propria posizione debitoria anche in caso di un simile debito tributario.

 

TRIBUNALE DI GENOVA 03.11.2019
Anche le Start-up innovative possono accedere alle procedure di composizione della crisi.
L’unica condizione posta dal Tribunale è che la Start-up non sia stata costituita da più di cinque anni nel momento in cui si deposita in Tribunale la proposta di accordo / liquidazione del patrimonio.

TRIBUNALE DI GROSSETO 30.04.2019
L’imprenditore in crisi può essere ammesso alla liquidazione del patrimonio anche se sprovvisto di beni mobili o immobili, fatti salvi i beni strumentali necessari alla prosecuzione dell’esercizio dell’impresa.
L’imprenditore è stato ammesso a
 trattenere i beni strumentali e poter così proseguire la propria attività per soddisfare, con la sua capacità di produrre reddito, i propri creditori, una volta liberatosi del gravoso fardello costituito dallo stato di sovraindebitamento.

 

CORTE DI CASSAZIONE 28.10.2019
Nel piano del consumatore e nell’accordo si può prevedere una dilazione anche di oltre un anno il pagamento dei crediti privilegiati, a condizione che sia data ai creditori la possibilità di esprimersi in merito.
La durata del piano o dell’accordo può superare anche i 5/7 anni, in ossequio al principio della “second chance” che mira a garantire una seconda opportunità agli imprenditori o ai consumatori meritevoli che non abbiano causato il proprio dissesto economico con mala fede o colpa grave.

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